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A bocca chiusa

Sinossi breve:
L’afa d’agosto è insopportabile, soprattutto quando hai dieci anni e sei costretto a startene chiuso in casa con il nonno, una belva in gabbia la cui violenza trova sfogo su di te. E se non puoi frequentare gli altri bambini, anche tu diventi un animale solitario, destinato a crescere somigliando ogni giorno di più al tuo aguzzino.
Così finisci per accogliere il seme del male. Lo covi per anni, lo senti germogliare, finché non spunta il desiderio di vendetta. Ma se la persona che ti ha allevato, trattandoti come una bestia, ora è morta, devi scegliere qualcun altro su cui sfogare la tua rabbia…
A bocca chiusa, romanzo d’esordio di Stefano Bonazzi, pubblicato per la prima volta nel 2014 dall’editore Newton Compton, racconta la genesi di un assassino. Un viaggio allucinato tra i deliri del protagonista, che partendo da un’infanzia di violenze e privazioni sfocia in un finale tragico e surreale.

Link al sito dell’editore: www.fernandel.it

Fernandel – Pagine: 256 – EAN: 9788898605910 – Prezzo: € 15

Rassegna stampa, interviste e recensioni:

«Un abuso familiare» 
(Eleonora Molisani, anticipazione su «Tu Style», 15 gennaio 2019)

«Destabilizzante, sconvolgente, potentissimo e commovente fino alle lacrime» 
(Gabriele Ottaviani, convenzionali.com, 20 gennaio 2019)

«Non è un libro facile da metter via e dimenticare, una volta finito: è un percorso, un viaggio, e come tale è in grado di gettare semi di trasformazione e di promuovere cambiamenti» 
(Loredana Gasparri, Thrillernord, 8 febbraio 2019)

«Iniziamo a leggere uno dei suoi romanzi e, d’un tratto, ci troviamo lontani dal nostro tempo e dalla nostra vita, rapiti dalla scrittura schietta e diretta di chi sa raccontare la famiglia, il senso di abbandono e di solitudine; di chi sa indagare e dare ascolto all’animo umano dipingendone ogni sfumatura.» 
(Tiziana Cazzato, Il Loggione Letterario, 13 febbraio 2019)

«Non potrei mai scrivere un seguito di quella storia. La spina dorsale di A bocca chiusa è talmente semplice e minimale che se vi andassi a costruire attorno una struttura narrativa più complessa ne snaturerei l’anima.» (Sandra Drasan, I Gufi Narranti, 14 febbraio 2019)

«Un libro che non è certo per tutti, ma per chi lo saprà apprezzare sarà un’esperienza indimenticabile.» 
(Lucia Cristiano, Milano Nera, 18 febbraio 2019)

«Una storia sconvolgente che apre la mente e il cuore: in un ritmo incalzante Stefano Bonazzi ci trascina, è il caso di dirlo, nella mente dell’assassino.» 
(Loredana Cilento, Mille Splendidi Libri, 21 febbraio 2019)

«Risulta sorprendente come un impianto di personaggi molto semplice e ordinario, come è quello del libro, indaghi e faccia esplodere, in un microcosmo che profuma di ordinaria semplicità e povertà, il forte sentore del dramma umano.» 
(Giordano Belcecchi, Sul Romanzo, 27 febbraio 2019)

«Credo moltissimo nella forza e in quella genuina impulsività, a volte anche irrazionale, dei ragazzi. C’è una sorta di visione immacolata, non sempre positiva, ma ancora prima delle velature e delle infrastrutture che poi vengono impresse dalla crescita e dalla nostra società che mi affascina molto.» 
(Intervista a cura di Loredana Gasparri, Thrillernord, 28 febbraio 2019)

«È amore allo stato primitivo, è un respiro rabbioso, è l’occhio furioso di chi ha perso la ragione. Bellissima lettura, terribile ma necessaria.»
(Federica Belleri, Liberi di Scrivere, 28 marzo 2019)

«Una lettura difficile e dolorosa di una favola nera che, purtroppo, non è molto lontana da certe realtà. Consigliato a chi non ha paura di guardare in faccia il Male.»
(Renata Covini, Risvolti di Copertina, 2 aprile 2019)

«A bocca chiusa è un romanzo impietoso riguardo la genesi del male, arricchito da descrizioni vivide che trascinano il lettore nella storia.»
(Nirmali Carpinteri, L’amletico, 7 aprile 2019)

«Entrare nelle pagine di “A bocca chiusa” significa intraprendere un viaggio nell’animo umano dove non è sempre chiaro il confine tra realtà e immaginazione, o addirittura tra realtà e allucinazione.»
(Cecilia Mattioli, Cecilia Mattioli Blog, 9 aprile 2019)

«Entrare nelle pagine di “Tra violenza e paranoie l’autore ci porta verso un finale drammatico con un testo scritto bene e appassionante.»
(Roberto B., Leggo con Tè, 28 aprile 2019)

«Consigliato: Sì, per tutti i motivi che vi ho scritto ma anche perché, anche se questo è solo il suo primo libro sentiremo ancora parlare di lui!»
(Stefania Cuzzolin, Libri Thriller, 31 maggio 2019

«Un romanzo tenebroso, spigoloso, ma che vale senz’altro la pena leggere.»
(Emanuele Sanzone, Zero Positivo, 11 giugno 2019)

«A bocca chiusa è la genesi di un assassinio; non il resoconto minuzioso dei fatti che precedono il delitto, non la ricerca del colpevole, non le indagini serrate e i colpi di scena.»
(Donato Bevilacqua, La Bottega di Hamlin, 17 giugno 2019)

«A bocca chiusa meritava una seconda vita e una nuova pubblicazione perché è un libro devastante e magnifico, unico e coraggioso, terribile e meraviglioso.»
(Antonia Del Sambro, La Bottega del Giallo, 4 luglio 2019)

«A Bocca Chiusa è la storia malata e perversa di chi con il male ci ha vissuto. È una richiesta d’aiuto soffocata e masticata da una realtà che non sempre ci viene mostrata per quello che è.»
(Silvia, Il piacere della lettura, 22 luglio 2019)

«Stefano Bonazzi tesse una storia con mano lenta, precisa e sofisticata; ne marca ogni linea, gestendo ogni sorta di particolare, per poi scaraventarci improvvisamente nel vortice del terrore, riuscendo a soffocare ogni urlo di una snervante attesa.»
(Marianna Zito, Modulazioni temporali, 30 luglio 2019)

«A Bocca Chiusa è un vero e proprio pugno nello stomaco, un racconto così ben strutturato che trasporta inevitabilmente chi lo legge in un vero e proprio incubo: la paura, la rabbia, il dolore, la solitudine e persino l’afoso caldo estivo sono talmente reali che si patiscono mentre si legge, si percepiscono in maniera vivida.»
(Francesca Simeoni, Libri la mia vita, 22 agosto 2019)

«Scrittura fluida, pochi fronzoli, flussi di coscienza brevi ma in grado di lasciare il segno.»
(Paquito Catanzaro, Il lettore medio, 30 settembre 2019)

«Per quanto mi riguarda è vero capolavoro di stile e sostanza.»
(Laura Piva, L’angolo della strega, 2 ottobre 2019)

«Bonazzi martella ripetutamente sul disagio e sulle distorsioni fisiche e mentali dei protagonisti e, nel contempo, con la maturazione del disagio mentale, rappresentato anche da sogni surreali e inquietanti, poi con la discesa nella totale alienazione, la narrazione si arricchisce alla fine di elementi noir, se non di una sorta di colpo di scena.»
(Luca Menichetti, Lankenauta, 22 ottobre 2019)

«Un libro come L’abbandonatrice resta sempre attuale e sempre interessante da leggere e la sua terza ristampa insieme all’interesse costante del pubblico anche dopo due anni lo dimostrano pienamente.»
(Antonia del Sambro, Il Recensore, 18 novembre 2019)

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